09 gennaio 2014

Identità ed equazioni



Iniziamo prendendo in esame alcuni enunciati veri ed esprimendoli in termini matematici, usando x per indicare il numero:
a)      La differenza tra un numero e zero è uguale al numero stesso
x – 0 = x
b)      Il prodotto di un numero per zero è uguale a zero
x . 0 = 0
c)      Un numero moltiplicato per se stesso tre volte è uguale al suo cubo
x . x . x = x3

Abbiamo ottenuto delle uguaglianze tra espressioni letterali, sempre vere, qualunque sia il valore assegnato. Infatti:
a)      per x = 5 abbiamo 5 – 0 = 5
per x = - 3 abbiamo -3 - 0 = - 3
per x = 3/5 abbiamo 3/5 – 0 = 3/5

b)      per x = 6 abbiamo 6 x 0 = 0
per x = - 5 abbiamo - 5 . 0 = - 3
per x = 1/4 abbiamo 1/4 . 0 = 0

c)      per x = 4 abbiamo 4 x 4 x 4 = 43
per x = - 2 abbiamo (- 2) (- 2) (-2) = - 23
per x = 1/3 abbiamo (1/3) (1/3) (1/3) = (1/3)3

Possiamo affermare che queste uguaglianze che esprimono in termini matematici enunciati veri si dicono identità. Quindi l’identità è un’uguaglianza fra due espressioni verificata per qualunque valore delle lettere presenti.

Prendiamo ora in esame alcuni enunciati aperti ed esprimiamoli in termini matematici, usando x per indicare il numero:
a)      La differenza tra un numero e tre è uguale a quattro
x – 3 = 4
b)      Il prodotto di un numero per due è uguale a dieci
x . 2 = 10
c)      Il quadrato di un numero è uguale a 36
x2 = 36
Abbiamo ottenuto delle uguaglianze tra espressioni letterali, vere solo per alcuni valori di x. Infatti:
a)      se x = 7 abbiamo 7 – 3 = 4 l’uguaglianza è vera
per x = 5 abbiamo 5 - 3 = 4 l’uguaglianza è falsa

b)      per x = 5 abbiamo 5 x 2 = 10 l’uguaglianza è vera
per x = - 5 abbiamo - 5 . 2 = 10 l’uguaglianza è falsa

c)      per x = 6 abbiamo 62 = 36 l’uguaglianza è vera
per x = 7 abbiamo 72 = 36 l’uguaglianza è falsa

Possiamo affermare che queste uguaglianze che esprimono in termini matematici enunciati aperti e che sono soddisfatte solo per determinati valori, si dicono equazioni. Quindi l’equazione è un’uguaglianza fra due espressioni verificata solo per determinati valori delle lettere presenti.

Vediamo ora la corretta terminologia, considerando ad esempio la seguente equazione
xy – 3x = 6 – 3x

Vediamo che l’equazione è composta da due espressioni letterali, dette rispettivamente 1° e 2° membro dell’equazione.
Le lettere presenti nell’equazione sono dette incognite, mentre i termini che non contengono le incognite sono detti termini noti.
A seconda del numero di lettere diverse presenti in una equazione si parla di equazione a una, a due, a tre, a …. incognite. Nell’esempio sopra abbiamo un’equazione a due incognite.
15 x + 13 = x – 1 è un’equazione ad una incognita.
Il grado di un’equazione si determina individuando il grado più elevato dei monomi che formano l’equazione: 4x2 – x = 0 è un’equazione di 2° grado; x2y + y4 = 10 è un’equazione di 4° grado.
La soluzione di un’equazione è data dal calcolo dei valori delle incognite che rendono vera l’equazione.

Dobbiamo ora considerare i principi di equivalenza delle equazioni.
Il 1° principio di equivalenza permette di addizionare o sottrarre ai due membri di un’equazione lo stesso numero o una espressione algebrica contenente l’incognita, ottenendo un’equazione equivalente a quella data.
Consideriamo l’equazione 5x + 2 = 17. La soluzione dell’equazione è x = 3. Infatti:
5. 3 + 2 = 17
Applichiamo ora il 1° principio di equivalenza aggiungendo ad entrambi i membri un numero, ad esempio il numero 4. Otteniamo:
5x + 2 + 4 = 17 + 4 e vediamo che la soluzione è ancora x = 3. Infatti
5. 3 + 2  + 4 = 17 + 4

Proviamo ora a togliere uno stesso numero, ad esempio 2. Otteniamo:
5x + 2 – 2 = 17 – 2 e notiamo che la soluzione è ancora x = 3. Consideriamo meglio questo esempio:

Confrontiamo questa equazione con quella di partenza, sapendo che sono equivalenti:
5x + 2 = 17
5x = 17 – 2
Notiamo che abbiamo spostato il termine noto dal 1° al 2° membro, cambiandolo di segno.
Possiamo dunque affermare che, in ogni equazione, un termine può essere spostato da un membro all’altro cambiandolo di segno.
Vediamo un esempio
3x – 4 – 2x = 26 – 5x                        è equivalente a 3x – 2x  + 5x = 4 + 26 e cioè 6x = 30
Consideriamo un altro esempio
4x - 6 + 2x = 2x + 6              è equivalente a 4x + 2x – 2x = 6 + 6 e cioè 4x = 12
Se confrontiamo 4x + 2x – 2x = 6 + 6 e  4x = 12 vediamo che in pratica abbiamo eliminato + 2x che era presente in entrambi i membri dell’equazione.  Possiamo dunque affermare che in un’equazione possiamo eliminare eventuali termini uguali presenti sia nel 1° che nel 2° membro.

Ora consideriamo il 2° principio di equivalenza delle equazioni.
Il 2° principio di equivalenza permette di moltiplicare o dividere i due membri di un’equazione per uno stesso numero (diverso da zero), ottenendo un’equazione equivalente a quella data.
Consideriamo l’equazione x – 2 = 14
Moltiplichiamo entrambi i membri per -1. Otteniamo
-1 . (x – 2) = -1. 14     cioè –x + 2 = -14
Questa equazione è equivalente a quella di partenza: possiamo notare come siano cambiati i segni di tutti i termini dell’equazione.
Affermiamo dunque che possiamo ottenere un’equazione equivalente a quella data cambiando il segno di tutti i suoi termini.
Consideriamo ora un’equazione a termini frazionari. Ad esempio:
Notiamo che otteniamo un’equazione equivalente a quella di origine ma ridotta a forma intera.
Possiamo dunque affermare che, data un’equazione a termini frazionari,  possiamo ottenere un’equazione equivalente a quella data e ridotta a forma intera moltiplicando ciascun termine dell’equazione per il m.c.m. di tutti i denominatori.

Sintetizzando tutto il lungo discorso possiamo dire


ESERCIZI

·      Stabilisci quali delle seguenti uguaglianze sono identità o equazioni
4 (x + y) = 4x + 4y

x + 6 = 2x

(a + b)2 = a2 + 2ab + b2

a + 3 = - (- a – 3)

2 x + 3 = x – 4

·      Individua il grado di ciascuna equazione
3x2 – x = 0

xy2 + y4 = 10

a3 – 3a2 + 3a = -1

3a - 7 = - a + 2

·      Indica quali sono le incognite e i termini noti di ciascuna equazione

Termini noti
Incognite
-2x + 4 = x – 6



x + 2y = 8



ab3 – a2b + c = 2a + 1




·      Che cosa afferma il primo principio di equivalenza?
·      Scrivi un’equazione equivalente a quella data in base al 1° principio di equivalenza
16 = 7x + 2

- 9 + 7x = 2x + 1

8x + 7 – x = 3x + 9





·      Che cosa afferma il secondo principio di equivalenza?

·      Scrivi un’equazione equivalente a quella data in base al 2° principio di equivalenza
3x – 2x + 1 = 10x










·      Riduci a forma intera le seguenti equazioni
                    










31 ottobre 2013

I prodotti notevoli

Divisione

Consideriamo il caso della divisione di un polinomio per un monomio.
Vediamo un esempio:
(-6x3y + 9x2y2 – 3xy2) : (-3xy)
Possiamo applicare la proprietà distributiva:

- 6x3y : (-3xy) + 9x2y2 : (-3xy) - 3xy2 : (-3xy) =

= + 2x2 – 3xy + y

Possiamo quindi dire che, se vogliamo dividere un polinomio per un monomio, possiamo dividere ciascun termine del polinomio per il monomio e poi addizionare i quozienti ottenuti.

Vediamo ancora un esempio.
Potenza di polinomi

Se dobbiamo calcolare la potenza di questo polinomio, possiamo operare così
(-2xy + 3x – 2y)2 =
= (-2xy + 3x – 2y) (-2xy + 3x – 2y) =
= + 4x2y2 – 6x2y + 4xy2 – 6x2y + 9x2 - 6xy + 4xy2 – 6xy +4y2 =
= + 4x2y2 - 12 x2y + 8xy2 + 9x2 – 12xy +4y2

Prodotti notevoli

Vi sono alcune moltiplicazioni e potenze particolari, i cui risultati sono chiamati prodotti notevoli, che possiamo eseguire più facilmente applicando alcune regole, che ora andremo a scoprire.

Prodotto della somma per la differenza di due monomi

Sia dato (x + y) (x – y)
Eseguiamo
(x + y) (x – y) = x2 – xy + xy - y2 = x2 - y2

Vediamo un altro caso. Sia dato (3a + 2b) (3a – 2b)
Eseguiamo
(3a + 2b) (3a – 2b) = 9a2 – 6ab + 6ab – 4b2 = 9a2  – 4b2
In entrambi i casi vediamo  che il prodotto è uguale alla differenza dei quadrati dei monomi

Quadrato della somma di due monomi

Vediamo un esempio.
(ab + 2a)2
Eseguiamo
(ab + 2a) (ab + 2a) = a2b2 + 2a2b + 2a2b + 4a2 = a2b2 + 4a2b + 4a2


Vediamo un altro esempio











In entrambi i casi osserviamo che il quadrato della somma di due monomi è uguale al quadrato del primo monomio più il doppio prodotto del primo per il secondo più il quadrato del secondo monomio.

Cubo della somma o della differenza di due monomi

Consideriamo questo caso
(a + 2b)3
Eseguiamo
(a + 2b) (a + 2b) (a + 2b)
Ci accorgiamo che l’operazione sottolineata rientra nel caso visto in precedenza (il quadrato della somma di due monomi) quindi:
(a2 + 4ab + 4b2) (a + 2b) =
= a3 + 2a2b + 4a2b + 8ab2 + 4ab2 + 8b3 =
= a3 + 6a2b + 12ab2 +8b3
Possiamo notare che il cubo della somma di due monomi è uguale al cubo del primo monomio (a3) più il cubo del secondo monomio (b3) più il triplo prodotto del quadrato del primo monomio per il secondo (3 . a2 . 2b) più il triplo prodotto del primo monomio per il quadrato del secondo ( 3 . a . 4b2)
Vediamo un altro caso usando le proprietà dei prodotti notevoli.
Vediamo un esempio con la differenza
(a – b)3 = a3 + 3 . a2 . (- b) + 3 . a . (-b)2 + (-b)3 = a3 – 3a2b + 3ab2 – b3


















Commenti (da Net Parade e da Facebook)

bravi!!!!

Molto utile! Grazie
ottimo insegnante ottimo lavoro complimenti

Un sito chiaro che spiega la matematica come si farebbe ai bambini (la semplicità è sempre efficace per fare apprendere concetti che sembrano astratti anche agli adulti). Il m.c.m. spiegato in quel modo è di una semplicità sconcertante e di immediata comprensione. BRAVI!!!

Non sono una docente di matematica, insegno sostegno nella s.sec.di 1° e questo sito è "oro" per chi fa il nostro lavoro. Grazie!:)

Una presentazione chiara ed efficace che può aiutare alunni e docenti. Bravi!
Luisa

Sono un alunno delle medie e vengo spesso a visitare questo sito per ripassare ed esercitarmi.
Luigi

Blog ad uso non solo degli studenti con spegazioni chiare ed efficaci ma anche per i docenti con tanti utilissimi spunti. L'ho condiviso sulla mia pagina e su Google+.
Sonia

Ottimo sito aiuta molto gli studenti.
Luigi

Siete un valido aiuto per i genitori che aiutano i figli e, purtroppo devono sostituire la spiegazione inesistente di qualche insegnante di matematica svogliato. Grazie.

Utile e chiaro. Complimenti!

Ottimo e utilissimo sito.

E' stato il primo sito chiaro e immediatamente utile.
DOPO ANNI DI SCUOLA FINALMENTE HO CAPITO IL SENSO DI:M.C.M. e m.c.m. !! Vi ho conosciuto oggi e siete diventati i miei migliori amici... Grazie per il Vostro impegno e competenza. Essere chiari e semplici non è da tutti, ciao da Luca